giovedì 17 settembre 2026
sabato 12 settembre 2026
giovedì 19 febbraio 2026
Ritorno al voto
il Referendum del 22-23 marzo 2026
Un nuovo momento di partecipazione democratica a cui siamo chiamati e’ fissato per il 22-23 marzo 2026.
Si tratta del referendum grazie al quale si deciderà se la proposta di modifica costituzionale - già approvata dal Parlamento e relativa al nostro sistema giudiziario - entrerà definitivamente in vigore.
Ancora una volta invitiamo tutti ad andare a votare, come importante coinvolgimento alla vita democratica, sulla base della propria sensibilità e della conoscenza delle motivazioni che hanno portato all’evento referendario.
In tal senso, *lunedì 9 marzo p.v.* all’Oratorio di Santa Croce “P.G Frassati” sarà un’occasione per saperne di più.
SLIDE DELLA SERATA
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TESTO COSTITUZIONALE CHE VERRA' MODIFICATO
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mercoledì 19 novembre 2025
Messaggio dei Vescovi del Veneto
in occasione delle prossime elezioni regionali
(23/24 novembre 2025)
INVITO AL VOTO
per uno sviluppo integrale, sostenibile e inclusivo della nostra Regione
In questo particolare momento sono diverse le questioni che, come cristiani, ci
motivano ad andare a votare nelle prossime elezioni regionali del Veneto.
La politica è un modo esigente di vivere l’impegno cristiano al servizio degli altri
e ogni cristiano è sempre chiamato a questa carità, secondo la sua vocazione e le
sue possibilità d’incidenza nella vita della polis. Nessuno può abdicare alla sua
responsabilità socio-politica né può limitarsi a consegnare ad altri deleghe in
bianco. Per questo il libero voto per la promozione del bene comune rimane un
diritto ma è anche un dovere.
Nell’attuale fase storica così densa di complessità, di conflitti e di crisi inedite,
nessuno - tanto meno il cristiano - può assumere un atteggiamento rinunciatario
e individualistico. C’è bisogno del contributo di tutti.
Anche la nuova amministrazione regionale si troverà di fronte a questioni urgenti,
decisive e strategiche che incideranno profondamente per i prossimi anni nella
vita delle nostre comunità. L’«inverno demografico», l’emigrazione giovanile,
l’invecchiamento della popolazione e le conseguenti nuove richieste di assistenza
sanitaria e sociale, le questioni legate allo sviluppo territoriale e alla tutela
ambientale, la convivenza multietnica: sono solo alcune delle questioni che ci
interpellano e che richiedono risposte adeguate.
Ci stanno a cuore la difesa della vita, dal suo concepimento alla morte naturale, la
tutela del diritto universale alla salute e la garanzia di percorsi di crescita umana
e culturale delle giovani generazioni nell’alleanza educativa tra il sistema
scolastico pubblico - composto da scuole statali e paritarie - e le famiglie.
La lotta contro la crescente povertà e l’impegno per i giovani e con i giovani nel
favorirne opportunità di lavoro e possibilità concrete di trovare casa richiedono
ampie alleanze e, soprattutto, politiche lungimiranti. I poveri non sono frutto del
caso o di un cieco destino e l’«opzione preferenziale per i poveri» indica una scelta
etica che umanizza la politica.
L’attuale società multiculturale guadagnerà certamente in coesione e sicurezza da
un attento e saggio governo della convivenza, affinché i migranti non siano
considerati soggetti da cui difendersi o unicamente come forza lavoro ma come
persone con cui costruire insieme il futuro dei nostri territori.
La cura del creato e la tutela dell’ambiente naturale e sociale richiedono
attenzione alla drammatica desertificazione delle aree interne e montane e al
tema dell’inquinamento. Sarà importante custodire e valorizzare i territori
periferici e in sofferenza garantendo agli abitanti il «diritto di restare», come pure
monitorare la salubrità del territorio attivando adeguate politiche per arginare
l’inquinamento dell’aria, dei terreni e dell’acqua.
Lo sviluppo integrale, sostenibile e inclusivo della nostra Regione, partendo
sempre dal rispetto e dalla dignità delle persone e delle comunità, sarà rafforzato
anche da una convinta e significativa partecipazione al voto che garantirà alle
istituzioni democraticamente elette di essere ancora più efficaci e autorevoli
nell’affrontare nodi e scelte in gioco. Potremo così contribuire, con la nostra
partecipazione, al bene di tutti.
+ Francesco Moraglia Patriarca di Venezia
+ Domenico Pompili Vescovo di Verona
+ Claudio Cipolla Vescovo di Padova
+ Pierantonio Pavanello Vescovo di Adria-Rovigo
+ Renato Marangoni Vescovo di Belluno-Feltre
+ Michele Tomasi Vescovo di Treviso
+ Giampaolo Dianin Vescovo di Chioggia
+ Giuliano Brugnotto Vescovo di Vicenza
+ Riccardo Battocchio Vescovo di Vittorio Veneto
domenica 2 novembre 2025
domenica 1 giugno 2025
Il referendum del 8 e 9 giugno 2025
Il referendum del 8 e 9 giugno
Il referendum è un “istituto di democrazia diretta” previsto dall’art. 75 della Costituzione italiana al fine di poter abrogare totalmente o parzialmente una legge o un atto avente valore di legge. Boicottarlo - al di là di esprimersi per il sì o per il no - induce il cittadino a privarsi del diritto-dovere in ordine alla possibilità, in capo ad ognuno, di incidere nella vita della nostra comunità nazionale. Per questo il GISP, nel corso delle serate su FARE LA PACE ha diffuso un volanti- no, predisposto in collaborazione con l’Unità pastorale Santa Croce-San Lazzaro, per far conoscere i 5 quesiti, sui quali gli italiani sono chiamati ad esprimersi.
Filomeno Lopes
Per conoscere il pensiero di Filomeno Lopes e per approfondire alcuni aspetti della sua vita e della sua attività sono proposte alcune sue significative - e recenti - opere bibliografiche:
“Cercare le affinità nelle diversità”
Nella serata del 23 maggio “Cercare le affinità nelle diversità”, lo scrittore e giornalista presso Radio Vaticana Filomeno Lopes, della Guinea Bisssau, ha incentrato il suo intervento sulla parola e, attraverso una modalità interattiva e di coinvolgimento con il pubblico, ha sottolineato la necessità di assumere atteggiamenti di ascolto per favorire il dialogo interpersonale e, in senso più ampio, le buone relazioni tra i popoli.
mercoledì 14 maggio 2025
FARE LA PACE
Da dove ri-partire?
9/5/2025 - INTRODUZIONE ALLA SERATA – Ulderico Signorini
Buona sera a tutti e grazie per la vostra presenza.
“LA PACE SIA CON TUTTI VOI” sono le primissime parole pronunciate appena 24 ore fa dal nuovo papa Leone XIV°
Quale migliore “squillo di tromba” per questo primo incontro su “FARE LA PACE”?
Nei mesi scorsi, come Gruppo d’Impegno Sociale e Politico, assieme all’Azione Cattolica, agli Scout ed alle Associazioni “Casa a colori” e “Non dalla guerra” abbiamo pensato di organizzare un’occasione per riflettere sulla “pace” sospinti dalle evidenti condizioni conflittuali di guerra così vicine a noi.
Una nostra riflessione ci ha portato a scoprire nella nostra realtà persone, giovani, gruppi, associazioni ed istituzioni che operano fattivamente per la pace, senza clamori, in silenzio.
Senza fare rumore, queste realtà sono realtà vive, oltre che speranza: sono segno tangibile di pace già presente tra noi, quella pace che si costruisce giorno dopo giorno ed in tutte le occasioni.
Già nella nostra presentazione all’iniziativa “FARE LA PACE” avevamo espresso questa nostra sensazione ed anche l’dea di preparare due incontri per riflettere sui fondamenti che sostengono la pace, attraverso esperienze e testimonianze.
Mentre ci accingiamo a concretizzare questa proposta, come GISP sentiamo la necessità di richiamare all’urgenza di vivificare e sostenere un rinnovato rapporto di noi cittadini con le nostre istituzioni.
Un rapporto forse smarrito. Un’opinione pubblica disorientata a causa di mille difficoltà, contraddizioni, incoerenze e criticità. Tutto ciò ha portato a non riconoscere più quelle istituzioni politiche che per anni sono state e tuttora sono simbolo e concreta affermazione dell’unità tra le persone ed i popoli, veri luoghi di incontro per individuare e definire le modalità del “fare la pace”.
Serve, ad esempio e a parere del GISP, una maggiore consapevolezza ed una conoscenza di quanto l’ONU, l’organizzazione delle Nazioni Unite, rappresenta e sta facendo nelle aree di grande difficoltà nel nostro pianeta. In paesi come l’Egitto, la Giordania ed altri paesi del Medio Oriente centinaia di migliaia di persone, con intere famiglie, sono ammassate in campi profughi provenendo dalle aree di guerra. Contingenti dell’ONU, inoltre, sono impegnati affinché gli scontri non siano ancora più disastrosi e non mietano ancora più vittime.
Occorre pensare alle radici culturali e politico-istituzionali della nostra Europa, affinché essa possa continuare ad esse valida opportunità e garanzia di pace a favore dell’intera comunità internazionale.
Bisogna guardare anche alla nostra Costituzione italiana per riscoprire quegli atteggiamenti che come cittadini ci avvicinano per essere veramente popolo-comunità.
Il nostro essere cittadini nei contesti via via più ampi assume un valore in relazione alla garanzia di buone prospettive di pace. Ed è quindi per riflettere sui “fondamentali” della pace che la testimonianza di Lorenza Zago (presidente di “Non dalla guerra”) ci potrà aiutare maggiormente a riflettere.
Suor Elena Bolognesi non ha potuto, per indisposizione; essere qui con noi stasera ma confidiamo di stabilire un contatto con lei nel corso della serata.
Le relatrici in programma
- Suor Elena Bolognesi attualmente è nella comunità Sorelle del Signore di Milano ed è stata la prima donna ad entrare a Deir Mar Musa la comunità monastica fondata nel deserto siriano da Paolo Dall’Oglio, il gesuita che per 30 anni si è speso per il dialogo tra cristiani e musulmani, rapito dall’ISIS a Raqqa e mai più ritrovato.
- Lorenza Zago appartiene a NON DALLA GUERRA, di cui è presidente. NON DALLA GUERRA è un’associazione giovanile indipendente che organizza campi di volontariato in Medio Oriente promuovendo percorsi di sensibilizzazione nelle scuole sui temi della guerra e delle migrazioni. Crede nell’educazione alla pace che parte dal basso, dalla società civile e dal mondo della scuola, dai giovani che hanno deciso di non lasciare posto all’indifferenza, mettendosi in gioco in prima persona.








































