lunedì 6 aprile 2020

Brevi appunti per continuare a lavorare sul tema de “La Grande Bassano”

 Riportiamo qui sotto una riflessione, pervenuta da alcuni giovani in merito alla serata de “La Grande Bassano”, da cui continuare il percorso d’analisi e confronto intrapreso.

“[…] Magari per possibilità future si potrebbe coinvolgere più giovani e anche prima, per permettere uno scambio maggiore di opinioni e proposte.
            Le tematiche trattate sono state interessanti e ce ne sarebbero di altrettanto interessanti (scuola, inclusione sociale, seconde generazioni straniere e molte altre).
            Sarebbe bello creare quasi un tavolo di discussione per far emergere proposte avendo come asse amministrazioni comunali - cittadinanza (dai giovani ai meno giovani), per “far volare alto” le proposte di Sindaci, dato che da quella sera è emersa una generale attenzione ai tecnicismi e scadenze (burocratiche e non) che, essendo molto presenti, distolgono a volte da uno sguardo totale e fecondo.
            Dalla serata è emerso anche che ci sono delle contraddizioni e dei punti non ancora condivisi, ma penso che il percorso per il progetto della Grande Bassano sia lungo e difficile, ma meraviglioso. Per questo non bisogna smettere di portare avanti un ideale così alto”

mercoledì 1 aprile 2020

Rassegna stampa evento "La Grande Bassano"

Rassegna stampa e audio dell'evento "La Grande Bassano"



Dopo l'evento promosso dal nostro gruppo la stampa ha per più giorni parlato delle possibili prospettive. Visto il periodo di quarantena e la possibilità di prendersi più tempo per approfondire  su alcuni temi, riportiamo la rassegna stampa dedicata, sperando possa essere un punto di partenza per riflessioni su cui confrontarci di persona appena avremmo la possibilità di uscire dalle nostre case. 
Per chi invece non ha potuto essere presente all'evento ha la possibilità di riascoltare gli interventi della serata a questo link

Buona lettura e buon ascolto!

giovedì 20 febbraio 2020

COMUNICATO DEL GISP



In seguito all’evento “La Grande Bassano”, svoltosi il 7.2.2020 presso l’Oratorio “P.G. Frassati” di Bassano del Grappa, il GISP Bassano (Gruppo per l’impegno sociale e politico) evidenzia che le proprie attività corrispondono a finalità di carattere informativo, formativo e di approfondimento in relazione al senso dell’agire politico in generale, nonché a singole problematiche esistenti, in ordine alle quali i soggetti istituzionali competenti adottano le conseguenti misure.

Nel tentativo di avvicinare maggiormente i cittadini (giovani e meno giovani) alle istituzioni ed in genere alla “cosa pubblica”, il GISP è consapevole che sia necessario un dialogo proficuo ed un’interazione tra soggetti diversi, salvaguardando tuttavia il rispetto dei ruoli che ciascuno di essi è chiamato a svolgere nella realtà.

Per sua natura il GISP è apartitico e, come Gruppo laico di volontari, promuove iniziative che incoraggiano ad una lettura di comprensione dell’attuale società, dei suoi disagi, dei bisogni emergenti,  delineando anche soluzioni possibili.

Tra le varie iniziative proposte dal GISP, l’evento pubblico “La Grande Bassano”, lungi dall’essere un’esaltazione vuota ed iperbolica sulla questione dell’area bassanese, corrisponde all’esigenza di predisporre - attraverso un’azione condivisa - le condizioni affinché, in una prospettiva temporale consona alle attuali priorità e alle varie criticità sociali oggi esistenti, siano liberate energie, espresse idee e progettualità (ed ipotizzate soluzioni), per organizzare al meglio la vita ed i servizi territoriali del bassanese, secondo criteri di qualità, a maggior beneficio della popolazione, massimamente ispirato alla centralità della persona.

Questa è l’idea sottesa alla “Grande Bassano”, che vorremmo diventasse un progetto da consegnare alla generazione che verrà.

Alcuni spunti per “ben sostenere” l’idea della “Grande Bassano”


Intervento di don Stefano Mazzola
parroco dell’Unità pastorale S. Croce - S. Lazzaro e Vicario foraneo Vicariato Bassano–Rosà


Un saluto cordiale a tutti gli intervenuti, un grazie al GISP per aver organizzato la serata, la seconda in pochi mesi, con la partecipazione dei rappresentanti del territorio.

Il primo pensiero che mi è frullato per la mente, in questi giorni, è che la realtà ecclesiale della zona ha in certo senso “anticipato” il tema di stasera; infatti le parrocchie del bassanese - rosatese sono quasi tutte già inserite in qualche Unità Pastorale e di frequente collaborano insieme, soprattutto dopo l’unione dei due Vicariati: ne è un esempio, la serata del 28 febbraio prossimo dal titolo “ri-diventiamo umani” , che si svolgerà a S. Giuseppe di Cassola, per l’iniziativa delle “Notti sul sagrato”, Essa è frutto della sinergia di diversi gruppi e sensibilità, confessionali e non.

La Grande Bassano: un titolo ambivalente; potrebbe vellicare appetiti e sciovinismi, in un’epoca nella quale sempre più di frequente emerge la pancia,  a scapito della persona nella sua armoniosità complessa. Parlare di Grande Bassano è riferirsi anzitutto al territorio: come per ogni altra dinamica o struttura sociale, è indispensabile il coraggio per affrontare la complessità insita nell’oggi.

Complessità, etimologicamente dice la presenza di molte pieghe… ai nostri giorni è più probabile sentirci offrire soluzioni semplici a fronte di problematiche complesse. Non fuggire da tale complessità, affrontarla, riconoscerla, trovare faticosamente la via per cui quanto è ri-piegato venga di-spiegato, dipanato, sciolto. Ciò esige, mi sembra, una notevole capacità di dialogo, a differenza della più facile e apparentemente redditizia polemica (polemos = fare guerra).

Si parlerà di spazio o di tempo, stasera? Uso una metafora amata da papa Francesco, un primo principio per progredire nella costruzione di un popolo: “…il tempo è superiore allo spazio. Questo principio permette di lavorare a lunga scadenza, senza l’ossessione dei risultati immediati. Aiuta a sopportare con pazienza situazioni difficili e avverse, o i cambiamenti dei piani che il dinamismo della realtà impone. Uno dei peccati che a volte si riscontrano nell’attività socio-politica consiste nel privilegiare gli spazi di potere al posto dei tempi dei processi. Dare priorità allo spazio porta a diventar matti per risolvere tutto nel momento presente, per tentare di prendere possesso di tutti gli spazi di potere e di autoaffermazione. Significa cristallizzare i processi e pretendere di fermarli. Dare priorità al tempo significa occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi. Il tempo ordina gli spazi, li illumina e li trasforma in anelli di una catena in costante crescita, senza retromarce. Si tratta di privilegiare le azioni che generano nuovi dinamismi nella società e coinvolgono altre persone e gruppi che le porteranno avanti, finché fruttifichino in importanti avvenimenti storici. Senza ansietà, però con convinzioni chiare e tenaci”. (EG 222-223).

Sono persuaso che un  simile sguardo, ampio e non miope, possa fare del bene anche al nostro territorio. Territorio che, come  ricordava don Simone Zonato alla plenaria dei CP del Vicariato unito di Bassano e Rosà, è sempre meno tale, cioè “legato alla terra” (come chiarisce l’etimo) e sempre più “ambiente”, ovvero “che gira intorno”.

Per indicare il territorio si parla di confini (“limes”, barriere, centro / periferia, dentro / fuori).
Nell’ambiente vi è parimenti un discorso di confini, ma intesi come “limen”, ovvero di portali, periferiche, accessi possibili.

Stasera verranno sfiorate diverse porte. Ci auguriamo siano varchi di incontro e non di preclusione.


don Stefano Mazzola